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foto pixabay darkmoon1968

La ginnastica ritmica maschile è nata in Giappone.

Il Giappone ha visto per primo gli uomini dell’artistica esibirsi negli esercizi ginnici con oggetti (corda, club, cerchio). Interi clubs sono stati creati in cui, ai bambini fin dalla più tenera età è stato insegnato a superare le proprie capacità fisiche: la flessibilità, il senso dell’olfatto e del tatto.

La Squadra più eccentrica nella storia del Giappone è Shinobi (Ninja) che nel 1985 durante la Coppa del Mondo a Tokyo per la prima volta mostrò uno spettacolo insolito: i giovani in abiti stretti piegavano magistralmente il loro corpo al ritmo della musica. Il pubblico europeo presente il giorno della gara in tribuna rimasero sgomenti, troppa la differenza tra la ritmica femminile e quella maschile ancora poco aggraziata, ma ai giapponesi la cosa piacque e continuarono a praticare questa nuova disciplina. Gli atleti mescolarono l’acrobatica dell’artistica con la grazia della ritmica.

All’inizio i tornei si svolsero all’interno delle scuole sportive, poi esordirono anche a livello internazionale. Oltre al Giappone, che era impegnato nello sviluppo di questo sport altri paesi si mostrarono interessati alla novità primi fra tutti la Cina e la Corea. Così, lentamente ma inesorabilmente la “ginnastica ritmica maschile” ha cominciato ad invadere il mondo.

I ginnasti hanno cominciato ad esibirsi alla Coppa del Mondo e ai Campionati del Mondo, organizzati in questo paese. Inoltre, in Giappone, è stato istituito un Campionato del Mondo solo per la ginnastica ritmica maschile.

Dopo aver coinvolto soprattutto i rappresentanti dei paesi asiatici, la “ginnastica ritmica maschile” cominciò a coinvolgere gli europei e i russi. Oggi, il programma di competizioni maschili non dispone di regole generali universalmente riconosciute. Gli attrezzi usati nelle manifestazioni sono diversi da quelli utilizzati dalle donne: un bastone, un cerchio, macis e corda per saltare. La scelta di tali strumenti non è casuale. Qui possiamo vedere la tradizione giapponese: una canna un polo che è stato utilizzato nelle arti marziali antiche, un cerchio e il macis – uno scudo e spada.

Il cerchio è forse l’unico oggetto che collega la ginnastica maschile con quella femminile, ma nonostante la somiglianza visiva sono usati in maniera diversa: nello sport femminile è flessibile, facile ed elegante; nel maschile  atletico e guerriero, ma allo stesso tempo, coreografico e olistico.

Questo sport non è ancora ufficialmente riconosciuto dalla FGI, tuttavia, esiste un certo movimento verso la “legalizzazione” della ginnastica ritmica maschile.

Nell’estate del 2009 presso il Festival Olimpico della Gioventù ad Helsinki, un torneo maschile è stato ufficialmente incluso nella competizione.

Nel 2009, Irina Viner finalmente inserì nell’All-Federazione russa alla voce Carta sullo sviluppo la ginnastica ritmica maschile.

Ora lo sport è stato introdotto nelle lezioni di educazione fisica della scuola. Ciò significa che in un prossimo futuro si svilupperà una rete di scuole di sport, e si creerà un calendario delle competizioni e così via.