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Fotografia sportiva
Fotografi al 35th FIG Rhythmic Gymnastics World Championships 2017 Pesaro.

Fotografia & Ginnastica

Spesso mi capita di incontrare persone che chiedono come possono fotografare al meglio le atlete di questo sport, ho quindi deciso di scrivere questo post sulla fotografia per raccogliere alcune considerazioni a riguardo.

Ho iniziato a fotografare nei palazzetti nel 2008, all’epoca avevo un’ attrezzatura decisamente inadeguata. Ricordo che la fotocamera digitale che utilizzavo era talmente lenta che spesso la ginnasta non rimaneva impressa nel file.

Oggi la situazione è decisamente cambiata, la tecnologia ha fatto passi da gigante, con qualche centinaio di euro si può acquistare una reflex corredata di ottica il tutto di buona qualità.

Come sappiamo la fotografia è un’operazione che utilizza la luce per scrivere quello che noi vediamo su un supporto sensibile.

La ginnastica ritmica è uno sport indoor praticato in un ambiente che prevede un’ illuminazione artificiale spesso di bassa intensità non uniforme nella qualità a causa delle varie fonti luminose che intervengono.

Alexandra Agiurgiuculese atleta italiana
Alexandra Agiurgiuculese atleta del Team Italia alla World Cup di Pesaro 2017

L’occhio umano si adatta alle condizioni più diverse e difficili, ma le macchine no, nonostante le fotocamere abbiano raggiunto elevate sensibilità, continuano a soffrire situazioni simili.

Fotografare questo sport è spesso un compromesso, raggiungere buoni risultati è complicato, le atlete si muovono velocemente e in modo imprevedibile, la luce è di scarsa qualità e intensità.

Certo la soluzione non è quella di utilizzare un flash, come spesso vedo fare dalle tribune, che oltre a essere inutile danneggia chi si trova in pedana accecato da bagliori fastidiosi.

Allora come fare?

Per prima cosa dobbiamo lavorare sulle tre variabili che la nostra attrezzatura ci offre ovvero tempi, diaframmi e sensibilità ISO.

Avrete capito che si scatta in modalità Manuale, niente automatismi, niente priorità di tempi o diaframmi.

Il tempo di esposizione andrà impostato il più veloce possibile per fermare l’atleta senza avere immagini mosse. Quindi più la ginnasta è brava e veloce e più dovremmo avere tempi rapidi. Quando fotografo alle gare internazionali non scendo mai sotto un millesimo di secondo, ma se scatto a un saggio di fine anno posso anche dimezzare i tempi.

il fotografo sportivo deve sempre prestare attenzione a ciò che lo circonda e non solamente a quello che succede in campo

L’esperienza gioca un ruolo fondamentale. Se sai prevedere quello che farà un’atleta dai suoi movimenti, riuscirai a scattare nel momento giusto, ovvero quando l’elemento di difficoltà è completo e viene fissato in un attimo di immobilità.

Qui sono raccolti alcuni scatti d’esempio.

Il diaframma dell’obiettivo deve essere completamente aperto per recuperare tutta la luce possibile; per ultimo regoliamo la sensibilità del sensore attraverso gli ISO aumentandoli fino ad ottenere una corretta esposizione.

Nella peggiore delle ipotesi con un programma di foto-ritocco potremmo recuperare un po’ di luminosità e ridurre il rumore.

Usiamo la raffica veloce, per catturare i momenti più importanti,  con autofocus continuo in modalità tracking, in modo da mantenere a fuoco il soggetto durante i suoi movimenti.

Arina averiva durante un esercizio alla coppa del mondo
Arina Averina vice campionessa mondiale 2017

E’ indispensabile avere una più che buona conoscenza del mezzo che utilizziamo per settare al meglio tutte le impostazioni offerte.  Ad esempio in alcune fotocamere è possibile regolare le impostazioni dell’autofocus a secondo il tipo di movimento a cui si sottopone il soggetto.

Leggere attentamente le istruzioni, confrontarsi con altri fotografi che hanno la stessa attrezzatura e sopratutto sperimentare le regolazioni sul campo, sono tutti aspetti da non trascurare per migliorarsi.

Autofocus e altre impostazioni

Per quanto riguarda i punti di autofocus da attivare il mio consiglio è di usare una zona molto limitata e centrale.

Altro grattacapo, per chi si trova a scattare con queste luci, è la regolazione del bilanciamento del bianco che serve a ottenere colori corretti e reali. Se non vuoi scattare in Raw, unico sistema che ti permette di regolare la temperatura colore a posteriori, utilizza il bilanciamento del bianco in modalità automatica, se non altro limiterai i danni di un taratura fissa.

E’ comunque sempre buona norma, dato che ogni situazione fa a se, fare qualche scatto di prova.

Se non si è soddisfatti provare settaggi diversi, in fin dei conti il bello della fotografia è anche questo, sperimentare,studiare e ingegnarsi.

Spenderò invece poche parole sul’attrezzatura data la quantità di marche, modelli e prezzi che riduce la scelta a una mera questione di gusti e di possibilità economica.

Unici consigli che mi sento di dare sono: usate una reflex, va bene anche una entry level, possibilmente di ultima generazione, accoppiatela con uno zoom, il 70-200mm è perfetto, e montate il tutto su un monopiede.

Ora siete pronti per scendere a bordo pedana.