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Chiara Vignolini foto di Alessandro Squassoni

Chiara Vignolini, atleta anno 2000, inizia la sua attività agonistica presso la società Centro Ginnastica Firenze, fino a quando questa non chiuse la sezione agonistica. Chiara continuò la sua preparazione presso la società Maxisport per poi passare, sotto consiglio della sua allenatrice, alla società Raffaello Motto di Viareggio dove si trova tutt’ora.

Grazie alla capacità delle tecniche prof. Donatella Lazzeri e Francesca Cupisti, Chiara migliora le sue prestazioni in pedana e nel 2015 fa la sua apparizione in serie A lasciando tutti piacevolmente sorpresi da questa giovane atleta tanto talentuosa. Il continuo migliorarsi porta Chiara ad essere scelta dalla nuova DTN Emanuela Maccarani per partecipare all’ edizione 2018 della ” Gracia Fair Cup” a Budapest dove conquista una seconda posizione nella classifica generale di qualificazione e la partecipazione a tre finali. Chiude quest’esperienza con una medaglia d’ oro e due d’ argento.

Grazie alla capacità delle tecniche prof. Donatella Lazzeri e Francesca Cupisti, Chiara migliora le sue prestazioni in pedana e nel 2015 fa la sua apparizione in serie A lasciando tutti piacevolmente sorpresi da questa giovane atleta tanto talentuosa. Il continuo migliorarsi porta Chiara ad essere scelta dalla nuova DTN Emanuela Maccarani per partecipare all’ edizione 2018 della ” Gracia Fair Cup” a Budapest dove conquista una seconda posizione nella classifica generale di qualificazione e la partecipazione a tre finali. Chiude quest’esperienza con una medaglia d’ oro e due d’ argento.

Ciao Chiara. A che età hai iniziato a fare ginnastica ritmica? 

A sette anni

Quante ore ti alleni al giorno? E per quanti giorni alla settimana?

Mi alleno per un minimo di 4 ore quando vado a scuola e per un massimo di 8 ore circa quando faccio assenza (tre volte a settimana) per un totale di 6 giorni.

Cosa diresti a chi pensa di intraprendere questo sport? Lo consiglieresti?

Sicuramente, anche se molto impegnativo, lo consiglierei; penso che questo sia uno dei pochi sport che permette di esprimere al meglio se stessi e nello stesso tempo di divertirsi

Quali sono stati e quali sono i sacrifici che un’atleta al tuo livello deve fare quotidianamente

Il sacrificio più grosso è stato dovermi traferire… devo ammettere che non è stato per niente facile ma che mi son trovata fin da subito in un ambiente super accogliente e disposto ad aiutarmi ad affrontare ogni difficoltà. I sacrifici quotidiani sono molti, però quello più pesante probabilmente è dover studiare la sera tardi dopo allenamento o la mattina presto.

Quali sono le tue aspettative per il tuo futuro agonistico? Il tuo sogno nel cassetto.

Spero di migliorare su diversi aspetti, ma soprattutto la cosa che voglio e che ho promesso a un’ atleta che mi ha insegnato tanto e che da poco ha lasciato questo sport è quello di riuscire a trasmettere sempre qualcosa a chi mi guarda.

Qual è nella tua carriera sportiva il momento più bello che hai vissuto e quale il peggiore.

I momenti che mi sono rimasti più nel cuore sono: la mia prima prova di serie A (2015) e il podio (2017), i nazionali e gli assoluti del 2017 e senza dubbio quest’ultimo torneo ( il Gracia Fair Cup). I periodi peggiori sono stati quelli di ripresa dai vari infortuni.

Quale tra le ginnaste del passato e del presente preferisci?

Kondakova, Halkina e Dina Averina

Hai qualche hobby? Come passi il tuo tempo libero.

Di tempo libero non ne ho molto, ma quel poco che ho mi piace passarlo ascoltando musica o stando con i miei amici.

Solitamente che tipo di musica ascolti ?

Ascolto musica pop italiana ma in generale mi piace tutta.

Oltre alla ginnastica ritmica quale sport ami seguire?

Il pattinaggio sul ghiaccio.

Un film che rivedresti all’infinito quale potrebbe essere?

Sinceramente non lo so

Domanda di rito per concludere l’intervista: quali sono le persone che ti hanno maggiormente aiutata e che vorresti ringraziare ?

Vorrei ringraziare in primis le mie allenatrici, la mia famiglia che mi aiuta tanto, le mie compagne e tutte le persone che mi sostengono