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La lunga strada verso noi stessi

La cultura di noi occidentali è stata sempre stata caratterizzata dal dualismo mente-corpo, tant’è che il famoso detto Mens sana in corpore sano scinde l’uomo in due entità ben definite che devono essere trattate separatamente per poi essere ricomposte.

L’allenamento ricopre un ruolo centrale nella preparazione fisica e tecnica degli sportivi, le società si avvalgono spesso di varie figure professionali che studiano, da diverse angolazioni, come ottenere il meglio dai propri ragazzi.

Da qualche decennio un nuovo aspetto è venuto ad essere preso in considerazione, la preparazione mentale, ed ecco comparire un nuovo professionista pronto ad aiutare chi fa agonismo: lo psicologo dello sport.

La psicologia nello sport
Psicologia e sport un connubio vincente

La psicologia dello sport è una disciplina che si occupa del rapporto che intercorre tra la mente e la prestazione atletica, in sostanza vuole allenare e quindi rafforzare le abilità mentali degli sportivi, come la capacità di controllare ansia e stress, la creazione di obbiettivi crescenti e progressivi e il loro mantenimento, il perdurare delle motivazioni, lo sviluppo e il miglioramento dell’attenzione e della concentrazione.

Un altro aspetto importante è la riflessione guidata che l’atleta fa sui propri mezzi, sulle potenzialità e limiti individuali che se mal interpretati potrebbero deludere le aspettative e innescare la tanto temuta “ansia da prestazione”.

Importante è anche il supporto che può offrire al ginnasta in momenti veramente critici come in caso d’infortunio e durante la fase riabilitativa.

Trust your self
La fiducia in noi stessi può essere aumentata se ci circondiamo delle giuste persone

Si tende anche a gestire le funzioni psicofisiologiche, come la frequenza cardiaca, il ritmo respiratorio, la tensione muscolare, la temperatura corporea e la sudorazione che aumentano e se non capite possono sfociare in un panico immotivato.

Mi spiego meglio, tutte queste sensazioni provate generalmente a ridosso di una performance, entro certi limiti, sono da considerarsi positive poiché sono un normale adattamento del corpo alla preparazione dello sforzo psicofisico e generano energia e prontezza a reagire.

Mentre nella vita comune di tutti i giorni provare questi sintomi è fastidioso lo sportivo deve essere conscio del fatto che rientrano nella normalità e quindi vanno vissuti positivamente.

Se fino adesso abbiamo parlato del singolo non dobbiamo tralasciare l’importanza che la psicologia dello sport ricopre nelle attività di squadra, come sviluppare la coesione del gruppo, risolvere le difficoltà relazionali, sancire le differenze di ruoli e di responsabilità del singolo e del gruppo.

La fratellanza è un elemento necessario a una squadra
Gli sport di squadra incrementano la coesione tra gli individui.

La formazione psicologica dello staff dirigenziale e tecnico, come istruttori e allenatori è ugualmente importante permettendo di chiudere il cerchio, infatti questi essendo costantemente a contatto con gli atleti devono assumere un comportamento adeguato e poter dare risposte in linea con politica assunta, permettendo di continuare e integrare il lavoro degli psicologi.

Oggi nulla può essere lasciato al caso, se si vuole primeggiare senza esasperare l’individuo quindi bisogna esaminare tutte le variabili che intervengono prima dopo e durante la prestazione sportiva, lavorare su quelle maggiormente trascurate che a causa della legge del minimo, frenano la crescita delle prestazioni