Estratto di un discorso fatto dall’allenatore di Basket Enrico Rocco in una riunione con i genitori dei ragazzi del CAP Genova il 15 giugno 2013.

Voi considerate vostro figlio un bambino di 10- 13-15 anni. Noi consideriamo i vostri figli persone di 10-13-15 anni.
Voi considerate vostro figlio NON capace di prendere decisioni perché bambino. Noi consideriamo i vostri figli persone capaci di prendere decisioni e sul campo pretendiamo che prendano decisioni; soffriamo quando prendono quelle sbagliate, cerchiamo di correggerli, ma non le prendiamo mai per loro.

Voi dovete risolvere i problemi di vostro figlio non l’allenatore

Voi volete risolvere tutti i problemi di vostro figlio…Noi invece non vogliamo e non possiamo risolvere i problemi dei vostri figli.

Ogni giorno cerchiamo di allenarli fisicamente e mentalmente per dare loro gli strumenti per poter risolvere i problemi, noi non possiamo andare in campo al loro posto e per fortuna neanche voi, almeno hanno un posto dove crescere in modo autonomo.
Noi non possiamo proteggerli dall’avversario, diamo loro gli strumenti per affrontarlo, noi non vogliamo giocare al loro posto, noi vogliamo che loro siano i protagonisti della loro vita….e quando c’è da raccogliere i frutti noi ci nascondiamo

Non fategli saltare allenamenti e scuola

Voi spesso sottolineate che vostro figlio è stanco e allora volete che salti un allenamento, che non vada a scuola perché è rientrato tardi dalla partita, perché si addormenta sul divano etc, senza considerare che indebolite la sua forza mentale. Noi invece esortiamo i vostri figli a superare l’ostacolo della stanchezza, a tenere duro e provare a superare i propri limiti per ottenere un miglioramento, di tenere forte 2 azioni anche se hanno il carico sulle gambe di una partita intera, di ragionare anche se hanno speso tanto, cerchiamo di fortificare la loro resilienza la loro forza mentale perché essa è allenabile

Insegnategli che si può anche sbagliare

Voi difficilmente accettate il fallimento di vostro figlio, se ha un debito è un dramma, se prende un brutto voto è un dramma…Noi invece accettiamo le sconfitte se sono il frutto di uno sforzo massimo e insegniamo ai vostri figli che la cosa importante è uscire dal campo avendo dato tutto, avendo fatto il massimo delle proprie possibilità, ad uscire dal campo consapevoli di aver fatto il proprio dovere….quando così non è allora ci arrabbiamo, ma non per la sconfitta, solo per il modo in cui essa nasce. La cosa incredibile è che spesso i vostri figli si rendono conto di questo e a volte non hanno nemmeno bisogno di essere puniti.
Voi spesso trasmettete a vostro figlio che giocare nella squadra è un diritto, e quando lui non gioca allora lascia, non lotta; noi invece facciamo capire che il diritto che hanno è di essere seguiti e di ricevere lo stesso insegnamento, ma i frutti raccolti sono diversi perché gli alberi sono diversi e nello sport le differenze fisiche, tecniche, mentali, fanno la differenza e sono importanti. Ma ognuno ha un ruolo e quando una persona ha la consapevolezza di ciò che è allora può esprimersi al meglio e soprattutto migliorare
Noi diciamo la verità ai vostri figli, anche se è sappiamo possa farli barcollare, ma non possiamo mentire nei loro confronti; siamo li però a indicargli la strada per poter migliorare e rialzarsi
Noi facciamo capire ai vostri figli che è importante impegnarsi per ottenere il massimo, ma a volte non è sufficiente e si perde ugualmente…

Voi amate vostro figlio
Noi amiamo i vostri figli

http://www.enricorocco.it/_/Blog/Voci/2015/8/18_Differenze_tra_educatori_-_genitori_allenatori.html

Dello stesso allenatore ho trovato in YouTube questa lezione. A parte alcune parti “troppo del settore basket” ritengo che molte cose potrebbero essere condivise anche nel nostro sport.