atleta e allenatore

Sono Giulia Milano, oggi Sport Life Coach ed istruttrice federale di ginnastica ritmica, e in questo articolo vi parlerò di un tema importante che mi sta molto a cuore, col quale convivo tutti i giorni in palestra.
Alleno ginnaste dagli 8 ai 18 anni compiuti e quotidianamente mi confronto con loro sia in termini tecnici che personali. Fin da subito, c’è l’esigenza di instaurare un rapporto sincero tra allenatore e atleta basato sul rispetto delle regole ed educazione. Ogni giovane atleta ha bisogno che ci sia affianco a lui una guida che lo prenda per mano e lo indirizzi verso il suo obiettivo sportivo. La sport diventa così la palestra di vita di ogni atleta: insegna ad affrontare le difficoltà, a fare sacrifici, a non abbattersi mai, a migliorare il rapporto con se stessi e avere più rispetto verso gli altri. È importante formare le nuove generazioni attraverso l’insegnamento di solide basi valoriali, necessarie per la crescita di ogni ginnasta.

SVILUPPARE LA PROPRIA DISCIPLINA

Le Farfalle in gara

“Si può scoprire di più una persona in un’area di gioco che in un anno di conversazione” sottolineava Platone in uno dei suoi manoscritti inerenti all’attività ludica. Egli dava molta importanza al movimento, il quale fa parte della natura dell’uomo ma anche e soprattutto alla conoscenza della persona nella zona di gioco. Avere disciplina, l’essere educato e possedere determinati valori è uno dei temi maggiormente affrontati negli ultimi decenni da molti studiosi di filosofia e pedagogia, ma anche dagli educatori, i quali si definiscono “allenatori” professionisti nella cura della persona.

Ma come si può sviluppare la propria disciplina?

Per prima cosa è doveroso dare importanza alla propria identità, ovvero conoscere se stessi, sviluppando l’auto-consapevolezza delle proprie capacità per far crescere la propria autostima. Successivamente essere autentici o reali, parlando sempre in modo chiaro e formulando pensieri positivi, condividendoli con le compagne e l’allenatore. Metterci impegno, assumendosi la responsabilità di portare a termine il proprio compito assegnato in allenamento. Fondamentale avere coraggio, tanta forza d’animo nell’affrontare le difficoltà e saperle gestire al meglio. Ascoltarsi e dialogare in maniera positiva con la parte interiore, quella più profonda, ed infine imparare a gestire le emozioni, fondamentali nella crescita dell’atleta. Conoscersi al meglio, avere maggior consapevolezza di come sei e delle tue capacità è il primo passo per sviluppare e migliorare l’auto-disciplina.

RAPPORTO BIUNIVOCO ALLENATORE-ATLETA

Bertolini Veronica con la sua allenatrice

Da ex ginnasta ho sempre visto il ruolo dell’allenatore come fonte di guida e stimolo per aiutarmi a migliorare ogni allenamento, sia come atleta e sia come persona. Oggi sento l’esigenza di trasmettere questi valori alle ginnaste che alleno: l’educazione e il rispetto verso chi ti sta insegnando uno sport è fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia reciproco continuativo nel tempo.

L’allenatore è il punto di riferimento per ogni l’atleta, è colui che consiglia i metodi giusti, comprende cosa desidera il suo atleta e gli mostra come ottenerlo, attraverso l’allenamento e strategie efficaci.
L’atleta si affida completamente alla sua guida: entrambi sono autori di fiducia reciproca e responsabili del rapporto biunivoco del dare-ricevere. Agiscono entrambi sui punti di forza dell’altro: essere buoni ascoltatori, essere rispettosi l’uno verso l’altro, dare e ricevere feedback positivi e costruttivi, mostrare interesse e partecipazione, affiancarsi e sostenersi nei momenti di difficoltà e motivarsi l’uno verso l’altro nell’affrontare al meglio l’ambiente quotidiano della palestra.
Inoltre, subentrano anche fattori determinanti quali, il senso di appartenenza e identificazione l’uno verso l’altro, guardare nella stessa direzione verso l’obiettivo comune e l’assumere un atteggiamento adatto e condividere i successi ma soprattutto gli insuccessi. L’importante è coltivare quotidianamente il dialogo, sia da parte dell’atleta che dalla parte dell’allenatore, fonte primaria di attenzione verso l’individuo.

ALLENATORE VS. GENITORE: ALLEANZA NELLA CHIAREZZA  
Cuore alla tifoseria italiana

Rapportarsi col genitore dell’atleta non è mai stato facile. Bisogna focalizzarsi sul rispetto reciproco e sulla fiducia, che viene sempre più a mancare. L’allenatore riveste un ruolo importante nella crescita dell’atleta, sia a livello educativo che tecnico e sia a livello personale. Il genitore molte volte non accetta il comportamento dell’allenatore passando dalla seconda alla prima fila, risultando così invadente a tal punto da sconfinare oltre le capacità dell’allenatore.
La collaborazione è quindi il primo necessario passo che genitori e allenatori devono compiere, per comunicare e agire verso la stessa direzione. In secondo luogo, importante è definire la chiarezza dei ruoli: l’allenatore ha le competenze tecniche e la sua aspettativa è quella dell’apprendimento e della prestazione, mentre il genitore fa da sostegno empatico e morale. Due sono le situazioni da evitare: l’allenatore nei confronti del genitore non deve “scimmiottare” le premure parentali e ,allo stesso tempo, il genitore non deve “aprir bocca” sugli interventi tecnici.

Da Sport e Life Coach ritengo fondamentale il rapporto tra allenatore-atleta e allenatore-genitore in termini di norme da seguire, in cui la società sportiva fa da filtro.

Se vuoi approfondire queste tematiche contattami sulla pagina Facebook @giuliamilanocoach o sul sito http://www.giuliamilano.it

Sarò lieta di rispondere alle vostre domande e riflessioni 🙂

Giulia Milano
Sport e Life Coach