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Eccoci giunti al terzo articolo. Nel precedente abbiamo parlato del problema delle caviglie ( Osteopatia, oggi parliamo delle caviglie ) e in molti ci hanno chiesto di spiegare in cosa consiste una visita e un trattamento dell’osteopata.

Trattamento e Tecniche osteopatiche

Oggi spieghiamo com’è strutturata una visita osteopatica e quali tipi di tecniche utilizza l’osteopata.

L’osteopatia è una medicina manuale che ha a disposizione numerose tecniche utilizzabili a seconda del problema e del paziente.

Una visita osteopatica si struttura in 3 fasi principali:

1 – Si inizia con l’anamnesi. E’ il momento in cui vengono poste domande sia sul sintomo che, più in generale, sui diversi apparati.

Queste domande sono ovviamente riservate e aiuteranno il professionista ad avere un quadro generale del paziente. A parità di sintomo in due pazienti diversi l’osteopata procederà con trattamenti differenti perché andrà a ricercare la causa del problema che sarà diversa per ogni paziente.

2 – Dopo aver fatto l’anamnesi l’osteopata inizierà con la valutazione: guarderà il paziente in piedi, seduto e sdraiato in base al problema, chiederà di fare movimenti semplici per osservare postura e mobilità, esaminerà il funzionamento di articolazioni, tessuti e organi utilizzando le mani e attraverso test specifici sarà in grado di riconoscere particolari condizioni che richiedono l’intervento medico.

A questo punto chiederà al paziente di sdraiarsi. In questa fase, attraverso una valutazione competente e una vasta gamma di tecniche manuali, si identificheranno le diverse disfunzioni

cosa intentiamo noi osteopati per disfunzioni?

La disfunzione osteopatica è una catena di disfunzioni cinetiche meccaniche, viscerali e neurovegetative che perturba uno o più sistemi funzionali del corpo, dunque l’omeostasi corporea.

3 – L’ultima fase è quella del trattamento. L’osteopata utilizzerà le numerose tecniche che ha a disposizione:  la mobilizzazione per il trattamento generale dei tessuti molli, la manipolazione del sistema muscolo scheletrico, dei tessuti connettivi, degli organi e del cranio. In questo modo verranno eliminati i blocchi alla causa del problema e si creeranno i presupposti per la guarigione.

A fine trattamento l’osteopata rivaluterà il paziente e deciderà quando rivederlo.

Per un atleta agonista è importante avere un sistema muscolo scheletrico efficiente e senza limitazioni.

Soprattutto ad alti livelli lo sport mette a dura prova il corpo. L’infortunio è meglio prevenirlo che curarlo e con cicli costanti si attuerà un piano preventivo che porterà l’atleta ad avere un minor rischio di infortuni e una maggior prestazione atletica.

Il trattamento osteopatico può essere anche utilizzato come trattamento post gara che aiuterà una più veloce ripresa e mantenimento del benessere generale delle diverse strutture coinvolte.

Questo è molto importante perché a volte non si considerano le cause del dolore e si pensa solo ad attenuarlo attraverso gli antidolorifici, continuando con gli allenamenti si rischia così di aggravare il problema obbligando l’atleta a stop forzati e a periodi di lunga riabilitazione.

Per qualsiasi domanda noi rimaniamo a vostra disposizione. Potete contattarci :

Osteopata Agnese Milani,  per la Provincia di Lecco, di Monza/Brianza, di Brescia e di Milano. Cell. 339-5933118.

Osteopata Viviana Panceri , per la Provincia di Bergamo, di Monza/Brianza, di Brescia e di Milano. Cell. 393-7617632