Rebecca Riccò - foto di Alessandro Squassoni

La prima atleta ce andremo ad intervistare per aprire questo progetto è Rebecca Riccò .

Rebecca Riccò sarà una delle protagoniste del prossimo Campionato Nazionale Assoluto che si terrà a Torino il 01 e il 02 giugno 2019.

Rebecca Riccò è nata a Reggio Emilia nel 2004. Inizia a praticare la ginnastica ritmica verso i nove/dieci anni presso la società Panaro Modena. Successivamente si trasferisce a Desio presso la società San Giorgio Desio ’79, sua società attuale, allenata dalla tecnica responsabile della società Elena Aliprandi e da Chiara marelli e Camilla Patriarca .

Intervista a Rebecca Riccò, società San Giorgio Desio ’79

Ciao Rebecca. Come, dove e quando ti sei avvicinata a questo sport?

All’età di 9 anni grazie ad un centro estivo. Da quando avevo 4 anni ho sempre frequentato una scuola di danza classica ma d’estate, ad un corso di nuoto, ci portarono a fare 1 ora di ginnastica di fronte alla piscina. Una ragazza mi vide, mi piegò in vari modi strani e mi chiese il numero di cellulare di mia madre che avevo memorizzato per le urgenze. La chiamarono per chiedere di portarmi ad un provino nel gruppo di agonismo. Lei non era molto convinta ma io non sapevo neanche cosa fosse la ritmica. Per 6 mesi ho fatto sia danza che ginnastica e piangevo tutte le sere perché non sapevo cosa scegliere e con fatica alla fine ho deciso e ho scelto la ginnastica.

Credi che in Italia la ginnastica ritmica abbia raggiunto la visibilità che si merita?

No non credo, anzi. Si sta iniziando, ma troppo spesso mi tocca spiegare in cosa consista ai miei amici. Peccato, perché i sacrifici sono tanti e l’Italia sta ottenendo tanti risultati ma sempre poco pubblicizzati.

C’è una ginnasta in particolare alla quale ti ispiri?

Nessuna in particolare. Ognuna ha da insegnarmi qualcosa.

Sicuramente tra le straniere ai tempi in cui ho iniziato, ho sempre adorato Mamun, per diversi motivi, anche non solo ginnici. Ad uno stage a 11 anni Pazhava mi disse che gliela ricordavo molto quando ero piccola. Forse il naso chissà.

Tra le italiane ammiro tante per qualche dote particolare, sia tra le grandi che tante mie coetanee e anche più piccole. Credo sia importante ammirare per imparare dalle più brave.

Veronica Bertolini è sempre stata il mio primo punto di riferimento, a cui ispirarsi sotto tanti punti di vista. Alessia Russo è bellissima in pedana ed ha una simpatia fuori dal comune. Adoro l’eleganza e la raffinatezza di Milena Baldassari in pedana e di Alessandra Agiurgiuculese amo la grinta, la forza di rialzarsi sempre e la sua capacità di trovare le parole giuste al momento giusto.

Rebecca Riccò – San Giorgio Desio ’79 – foto di Alessandro Squassoni

Spesso si vedono atlete compiere particolari rituali prima di entrare in pedana. Tu ne hai qualcuno? Hai un portafortuna?

Non ho un rituale in particolare e neanche un portafortuna preciso. Tante mie amiche hanno rituali visibili, io forse, anche un po’ per timidezza, me ne vergogno. Se ho tempo chiudo gli occhi una frazione di secondi e chiedo la protezione a mia nonna.

Raccontaci una giornata tipo di un allenamento pre-assoluto

Oddio, questo è il mio primo assoluto e per ora non ho cambiato il mio allenamento tipo. Tra l’altro io frequento una scuola privata e queste settimane avrò anche gli esami scritti e orali su tutte le materie, saranno settimane impegnative e dovrò metterci il massimo per il tempo che si riduce!

Devo allenarmi per migliorare sempre ogni giorno, comunque, a prescindere dal campionato assoluto, piccoli passi giorno per giorno.

Come passi il tuo tempo libero?

Abito lontano da casa e il mio tempo libero non è molto; spesso lo trascorro con mia madre nel weekend e quando possono, con mio padre e mio fratello. Se riesco vado a vedere una sua partita di pallavolo o al cinema con qualche mia amica e a fare delle passeggiate ad un parco o al centro commerciale.

Rebecca Riccò – foto di Alessandro Squassoni

C’è una persona particolare che vorresti ringraziare per il sostegno e l’aiuto che ti dà in questo momento?

Avrei tante persone da ringraziare anche chi in fondo non mi ha sostenuto perché mi ha aiutato lo stesso.

Sarebbe semplice e scontato fare un ringraziamento alla società e alle allenatrici, ma io sono abbastanza timida e non amo farlo pubblicamente, preferisco farlo in privato e credo che il modo migliore per farlo sia ripagando direttamente in pedana.

Sicuramente ringrazio i miei genitori che mi sostengono psicologicamente ed economicamente, perché i sacrifici sono davvero tanti e mi sento anche un po’ in colpa per questo. Non è semplice allenarsi a 200 km da casa quando la tua famiglia è tutto. Devo ringraziare la mia nonna paterna che è sempre stata la mia prima fan. L’ammiravo tantissimo e le assomigliavo molto fisicamente perché da giovane era magrissima come me ma a 60 anni ci ha lasciato per una brutta malattia durante la mia prima serie A, mentre facevo il corpo libero. Avevamo fatto l’abbonamento a volare per lei, per farle vedere La mia Ave Maria e forse speravo potesse in qualche modo potesse aiutarla, ma la vita purtroppo non va così. Non sono riuscita ad andare al suo funerale e in pedana quella musica mi riporta sempre a lei.

Per ultimo, ma forse le più fondamentali da ringraziare, ci sono la mia nonna materna e la mia bisnonna di 94 anni, che dopo 6 mesi si sono trasferite con me a Desio per sostenermi e aiutarmi, perché senza il loro aiuto probabilmente sarei tornata a casa. I sacrifici sono tanti, spero davvero, soprattutto per ciò che fanno tutti per me, che ne valga davvero la pena !!

Per leggere le interviste alle altre atlete protagoniste QUI