Nelle scorse settimane si è parlato di pressioni psicologiche, violenze fisiche, commenti sul peso e allenamenti forzati nonostante gli infortuni. È questo ciò che hanno vissuto e testimoniato le ex-ginnaste della nazionale svizzera di ginnastica ritmica. Almeno alcune di loro. Infatti, c’è chi non la pensa così.

Nazionale svizzera ai mondiali di Pesaro del 2017. Foto di Nicole Guerreiro ®

Intervista a Gina Dünser (Südostschweiz 07.07.20)

La grigionese Gina Dünser è stata ginnasta della nazionale elvetica dal 2013 al 2018. Ha convissuto per anni con le medesime ginnaste che oggi denunciano i metodi rigidi delle due ex-allenatrici bulgare licenziate lo scorso 26 giugno. Tuttavia Gina, a differenza delle sue ex-compagne, sostiene di non aver mai subito i trattamenti qui sopra citati.

La reazione di Gina all’articolo del Blick

“Tamara Stanisic [altra ex-ginnasta della nazionale], con la quale sono ancora molto in contatto, mi ha mandato il link e mi ha chiesto cosa ne pensassi dell’articolo uscito sul Blick. Quando l’ho letto, ho pensato che fosse molto duro. C’era scritto il mio nome, come se avessi detto qualcosa anche io. Ero scioccata! E lo sono ancora. Così non va. Non è corretto. Semplicemente non è vero quello che è stato scritto.”

Gina conferma infatti di non aver mai rilasciato dichiarazioni al Blick. Di recente era stata contattata dai giornalisti, ma non gli aveva mai risposto. Inoltre la supposta dichiarazione da lei rilasciata al Blick, proveniva da una vecchia intervista di 2 anni fa fatta al Aargauer Zeitung.

“Ho contattato subito Iliana Dineva per informarla che io ero estranea a questo casino. Tutto quello ce c’è scritto nell’articolo non ha senso. Semplicemente non è vero.”

La ginnastica ritmica è uno sport duro

“La ginnastica ritmica è uno sport duro. Bisogna spingersi oltre i propri limiti, come in qualsiasi altro sport. Se uno non vuole, allora può restare nella società ma non deve andare in nazionale. Se fosse successo davvero qualcosa, ci si poteva ribellare in qualsiasi momento. Non ha nulla a che vedere con la violenza. Ogni ginnasta avrebbe potuto smettere, se per lei era troppo. Che il carico di lavoro sia pesante e che ci voglia molta dedizione, lo si sa quando si entra in nazionale.”

“Nessuno della federazione ha chiesto il mio parere. Trovo anche scorretto, che abbiano licenziato Iliana Dineva. Non è stata contattata nemmeno lei. I responsabili hanno solo letto i giornali e agito di conseguenza. Con ciò, non solo hanno dato ragione alle accuse, ma le hanno pure confermate.”

Riguardo all’articolo dell’Aargauer Zeitung di 2 anni fa…

“Tutto quello che ho fatto, è stato perché l’ho voluto io. Io non sono stata costretta ad allenarmi con le scarpe da ginnastica [perché avevo una ciste nel piede]. Nessun’altra ginnasta è stata costretta. In ogni sport ci sono gli infortuni. Noi ci allenavamo ogni giorno per almeno 5 ore. Io mi allenavo con le scarpe da ginnastica per facilitarmi. Se eravamo infortunate, Iliana Dineva ci aiutava sempre e ci faceva riposare. Lei ci portava prima e dopo gli allenamenti a casa in macchina, in modo da minimizzare il carico. Ci diceva sempre inoltre di non fare mai qualcosa che ci causasse dolore.”

“Di antidolorifici ne ho forse presi una volta prima di una competizione. E solo in forma di compresse, mai iniettabili. Anche in questo caso, nessuno mi ha mai costretta a prenderli.”

Un’allenatrice severa ma giusta

“La nostra allenatrice era severa, ma giusta. Lei è l’esatto opposto di come è stata rappresentata. Lei ha sempre badato a noi. Sapete, quando si è giovani è normale forzare un po’ la spaccata. Solo così si diventa più mobili. Se in ginnastica non sei mobile, allora non potrai mai raggiungere niente. È successo che una volta io abbia chiesto aiuto a Iliana Dineva e lei mi abbia fatto un po’ di pressione. E allora?”.

Riguardo al rapporto con il cibo e il fisico

“Iliana Dineva ci ha sempre incoraggiate a mangiare sano e a sufficienza. Nessuno ci ha mai proibito di mangiare. La nostra allenatrice ci portava pure le torte per i nostri compleanni. È chiaro che nella ginnastica bisogna fare attenzione alla linea. Iliana Dineva non ha mai chiamato nessuno mucca grassa. L’ho sentito solo quando ci sono state le dichiarazioni.”

Le punizioni

“Non ci sono mai state punizioni, quando non facevamo bene le cose. Anche queste affermazioni sono sconcertanti. In 5 anni non sono mai stata punita una volta. Per questo trovo sia arrivato il momento di difendere Iliana Dineva, laddove posso. Non posso permettere queste accuse. Adesso lei ha un avvocato. Per lei ora sono importanti i suoi figli, la sua immagine e la sua esistenza.”